martedì, 20 maggio 2008
Io lo sapevo.
Quella cretina di Jennifer Aniston c'è cascata ancora.
No perchè io avevo cercato di avvertirla, le avevo detto di andarci con i piedi di piombo, le avevo spiegato il concetto del focalizzati sulla tua praticamente inesistente carriera, del sostituisci il bisogno di un uomo con una tavoletta di Milka, ma lei no. Eh beh, del resto quando hai a che fare con una gallina piuttosto che con una donna, è difficile trovare le parole giuste, è difficile sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d'onda. E quindi eccola qui, a cadere nella più becera delle trappole. Che poi per carità, io la lascio anche libera di fare ciò che vuole, è solo che mi spiace vederla capitolare tra le braccia del primo occhio languido di passaggio.
Gli ingredienti ci sono tutti: luce soffusa, cuscini morbidi bianchi, champagne, fragole, cibo esotico. Il peggiore dei clichè. La prossima volta che la vedo le tiro un ceffone che quando si riprende è già cambiata la moda.

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Detto questo, il nuovo promo per 90210 mi piace.
E per mi piace intendo che ho seriamente intenzione di procurarmi un sacchetto del pane e darmi all'iperventilazione. Sì perchè è chiaro fin da subito come manchi quella che è la vera essenza di Beverly Hills e della California, e diciamo, di tutta la mia adolescenza, dei miei primi sogni erotici. Cioè, è sconcertante, voglio non so, creare una petizione, fare un sit-in, del volantinaggio, chessò, chiamare la Gabanelli e dirle di indagare a riguardo. Com'è possibile che non ci sia quell'unico ingrediente che mi aspetterei di vedere da un prodotto del genere, quell'unico singolo elemento che nel mio personale dizionario è la quintessenza del buon gusto, della raffinatezza, insomma, dello stile californiano anni '90?
Insomma, dov'è Lei, dov'è finita la frangia bombata?
Comunque amo Naomi, ho già capito che è lei la troia spargimalattie di questa nuova serie.

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lunedì, 19 maggio 2008

 
 
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venerdì, 16 maggio 2008

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Erano giorni che non dormivo la notte pensando a questa fotografia.
Mi rigiravo nel letto, sudando, facendo incubi biblici.
Ma stamattina, guardando la pioggia, sono stato investito da un fascio di luce.
Ho finalmente capito a chi somiglia Zahara Jolie-Pitt.

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Buon weekend.

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giovedì, 15 maggio 2008
Allora facciamo un esempio.
Mettete che, ad esempio, al lavoro mi sia capitata sotto mano l'agenda del capo con dentro tutti i contatti che contano davvero per fare la scalata al successo: redattori, ad esempio, editori, publisher, direttori di testate, pubblicitari, amministratori delegati, etcetera etcetera. Ora, mettete che, sempre per esempio, io per puro caso fortuito, aiutato da una folata di vento che ha aperto l'agenda nei punti focali di mio interesse, abbia potuto ad esempio guardare qui e là, e sempre così per precauzione diciamo, abbia preso nota di tutti i contatti su, ad esempio, un bloc notes personale, e che, ad esempio, io abbia poi provveduto a mettere il bloc notes in un posto al riparo da sguardi indiscreti di colleghe tacchettine pronte a tutto.
Ok, avete capito fin qui il mio esempio?
Dunque, la mia domanda è la seguente: se io, e sto utilizzano un IO generico, sia ben inteso, dovessi utilizzare, ad esempio, questi contatti per inviare CV scavalcando così la terribile barriera delle risorse umane..insomma, ecco, diciamo.. beh, ad esempio, sarebbe un reato? Cioè, tipo che mi arrestano? Non vorrei portare dei baffi finti e farmi un'altra identità in qualche località esotica piena di scimmie e ragazzini dalla carnagione olivastra che scorrazzano in bicicletta.
Comunque la vera domanda del giorno è che fine abbia fatto Colin Farrell.
Perchè non voglio credere che questa cosa qui sotto sia lui.

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mercoledì, 14 maggio 2008
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Quindi questa è la prima foto ufficiale dello spin off di Beverly Hills 90210.
Cioè.. spin off è davvero una parola grossa. Dov'è Brenda Walsh? Dov'è il Pitch Pit, quella pazza delirante di Valerie Malone, dov'è quel sex symbol di James Eckhouse?
E soprattutto, dov'è Andrea Zuckerman? No perchè io l'avevo espressamente richiesta a coso Spelling, ma sembra che non mi abbia ascoltato. Non m'interessa che sia morto, doveva ascoltarmi comunque.
Insomma che dire. I nuovi telefilm per adolescenti (cioè, per me) sono così prevedibili nelle loro dinamiche, nello sviluppo dei loro personaggi, che io ho un pò già capito tutto. Un pò come nelle puntate del Tenente Colombo, cioè, capisci alla seconda scena chi è il colpevole, quando l'attore in questione guarda in camera e fa tutto lo sguardo truce.
Insomma, potrei tranquillamente definire un chiaro profilo psicologico per ciascuno di questi personaggi semplicemente guardando acconciatura e abbigliamento.
Sì perchè almeno negli anni '90 c'erano un pò di sfumature semiologiche: il ricco e tormentato, la bella oca, la verginella, l'imbranato, il suicida, la portatrice sana di frangia bombata. Oggi invece capisci tutto al primo sguardo che quasi non hai nemmeno voglia di seguire le puntate. Sai che noia, si capisce chiaramente che l'ultima tizia a destra si scoperà il mondo, contrarrà qualche malattia sessuale e morirà tra atroci dolori nel corso della seconda serie.
Più precisamente, da sinistra verso destra, ecco a voi il dettagliato profilo psicologico dei nuovi personaggi di BH90210: gay, troia, super troia, finta vergine ma troia dentro con seri problemi di postura, super gay, troia, il re dei gay, la regina delle troie, tossico (chiaramente gay).

Praticamente la mia definizione di miglior telefilm di sempre.
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martedì, 13 maggio 2008
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Perchè si comporta in questo modo?
Gesù, lo so, ora del 30 maggio schiumerò dalla bocca per colpa di Sarah Jessica Carrie Parker Bradshow.. o come diavolo si chiama questa puledra dal manto rosé. Non la posso vedere, dovunque mi giro c'è lei, e dovunque ci sia lei c'è un capo d'abbigliamento o un accessorio del genere insopportabile-ma-che-secondo-l'opinione-pubblica-è-super-fashion-e-nessuno-
si-rende-conto-di-quanto-sia-cretina-cretina-e-ancora-cretina
.
E sì, lo so che ultimamente parlo solo di Amy Winehouse e Sex and the City, ma vorrei vedere voi al mio posto: un piccolo uomo senza una vita fagocitato dal mondo che lo circonda.. sono destinato a parlare di pazze con i denti marci a causa del crack e di cavalle in piena menopausa. E' destino, è Excalibur, è una specie di spada di Damocle che ho ereditato di generazione in generazione. E' più forte di me, è un'ossessione che non mi da tregua, no vi giuro, vorrei cavarmi gli occhi con due tizzoni ardenti come fece Edipo e vivere solo di silenzio, buio e ricordi.
No davvero, vorrei vivere le cose importanti con minore intensità, ma proprio non ce la faccio, sapete, tutti quei discorsi sul mordere la vita, carpe diem, sminchia l'attimo che fugge e bla bla bla. Ecco tipo, invece di stare qui al computer all'una di notta di un martedì qualsiasi a lamentarmi delle scelte stilistiche di un donna che mai incontrerò nella mia vita, potrei chessò essere decisamente più produttivo.
Potrei dormire, ad esempio, potrei dipingere la nuova Gioconda, potrei comporre la nuova hit dell'estate, potrei scrivere un romanzo in preda all'ispirazione del momento e diventare il nuovo John Grisham, o anche potrei andare a trans boliviani sulla circonvallazione per provare una nuova esperienza di vita.
E invece no, io devo arrovellarmi su queste cose, e farmi venire il sangue amaro ed essere scontroso per tutta la giornata di domani (perchè so già che odierò il mondo).
E tutto per colpa di un cappello a forma di ghianda.
Ditemi se è vita questa.
Non so, ditemelo.
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lunedì, 12 maggio 2008
Speed Racer è un oggetto davvero strano.
E' talmente pieno di difetti, che è quasi impossibile non trovarlo adorabile. I suoi personaggi, il suo mondo, il suo universo parallelo: Speed Racer è tutto e il contrario di tutto. In alcuni momenti è noioso, lungo, indecifrabile e indifferente, e quasi ti vien voglia di gettare la spugna e dire che "no, è proprio un film brutto", ma poi cambia sequenza, si inserisce la marcia giusta e si trasforma in un enorme mela caramellata che ti chiede solo di leccare ogni sua singola zuccherosa goccia di sciroppo.
Probabilmente è uno di quei film che ti chiedono a gran voce di essere amati, una di quelle pellicole che devi sforzarti di amare, che ti chiedono fatica e convinzione, un atto continuo di cieca fede.
E se ti arrendi a tutto questo e ti sforzi di amarlo, Speed Racer funziona.
Molti potrebbero accusare il film di essere tutta forma, di essere solo estetica al servizio del vuoto cosmico, tutto fumo insomma, senza ombra di arrosto. E il punto secondo me è proprio questo: il fumo E' la sostanza, Speed Racer fa dell'estetica il suo discorso, il suo cardine, non esiste un messaggio ma anzi, si ritorna a quella che è la funzione per cui il cinema è nato: fare spettacolo, stupire, ingannare l'occhio, illudere lo spettatore. Questo film è la sua immagine, e la sua immagine diventa il senso stesso dell'operazione: da questo punto di vista, Speed Racer è completamente delirante.
Tradurre in parole le immagini di questo film è inutile: i € 7,80 del biglietto del cinema valgono almeno solo per questo, provare l'esperienza cromatica di questa pellicola, un esperimento da mal di testa, che probabilmente solo un bambino sotto LSD riuscirebbe a raggiungere.
La fotografia utilizza colori iper saturi (si sconsiglia la visione ad epilettici) che spaziano dal fluo a giochi di luce da Las Vegas, una profondità di campo pari a zero grazie all'utilizzo di obiettivi che mettono a fuoco tutti i livelli dell'immagine, sequenze disegnate, sfondi completamente digitali, ambientazioni surreali, citazionismo pop che non lascia scampo e che mescola l'anime giapponese a 2001 di Kubrick, Tekken agli anni '60, in un delirio visivo che non ha eguali. E non ve lo sto neanche a dire, se avete intezione di vedere questo film, non aspettate il DVD perchè solo al cinema ha un senso, ha una ragione d'essere. Le corse automobilistiche sono al di là di ogni immaginazione, e il rischio di schiumare dalla bocca come lumache in preda all'acido è assolutamente una realtà.
I problemi del film si svelano nel momento in cui questo cerca di andare oltre la sua estetica.
La storia di Speed Racer infatti è sinceramente poco coinvolgente, e i personaggi non riescono ad incantare. Ma è soprattutto la sceneggiatura a fare difetto, a risultare non solo poco brillante, ma spesso anche troppo retorica, ridondante, risaputa, con alcuni momenti eccessivamente lunghi, confronti tra personaggi poco riusciti, scioglimento delle tensioni inefficace.
Emile Hirsch è bravo come sempre, e riesce a diventare quell'icona che Speed Racer è. Anche Christina Ricci è adorabile nel ruolo di Trixie, e tutti i comprimari (dalla Sarandon a Goodman) risultano convincenti e belli da vedere. Sono tutte figure bidimensionali, veri personaggi da fumetto, e se da una parte è filologicamente corretto che siano così, è anche vero che dall'altra non trasmettono quell'empatia e quell'energia che per un successo cinematografico sono necessari.
Da non sottovalutare la gloriosa colonna sonora di Michael Giacchino, che rapidamente sta diventando il mio compositore preferito. Un genio.
La regia dei fratelli Wachoski è abile a tenere le fila di un film così carico di elementi e di un universo così complesso come quello di Speed Racer, ma purtroppo sembra a volte incapace a tenere a freno del materiale così folle.
E' un film acido, psichedelico, al di fuori di ogni logica narrativa e cinematografica.
Difficile, incomprensibile, a tratti noioso e glaciale.
Eppure lo spettacolo c'è, e si vede.
B-

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sabato, 10 maggio 2008
Avete presente quando i ragazzi poco istruiti, un pò tamarri, tipo che hanno la 106 truccata nel parcheggio e l'elastico dei boxer D&G in vista, escono dal cinema dicendo "Minchia che filmone"?
Ecco, è il caso di Iron Man.
E' un gran bel filmone tamarro, il classico popcorn movie che spacca.
C'è infatti poco da dire a proposito. E' indiscutibilmente un bel film, una spanna sopra le altre pellicole tratte da fumetti (anche se Spider-man 2 per me rimane il top di questa classifica). Bella storia, effetti speciali che sono caramelle per gli occhi, una sceneggiatura gioiello, e soprattutto un cast che ammazza la concorrenza: Robert Downey Jr. è davvero il gallo del pollaio.
Non conoscevo tutta la mitologia dietro ad Iron Man, ma nonostante questo il film riesce comunque a risultare chiaro e di grande intrattenimento anche per i neofiti del supereroe Marvel. Il prologo in Afghanistan (che sostituisce il Vietnam del fumetto) è davvero stupendo, e il film riesce a decollare praticamente dalla prima sequenza senza più atterrare (aspettate la fine dei titoli di coda: c'è la sorpresina!). Sono due i fondamentali pregi di questo film, due qualità indissolubilmente legate: il protagonista e l'ironia. Tony Stark è infatti il protagonista perfetto, non si potrebbe chiedere di più, anzi, ci si potrebbe sviluppare tutta una cosmogonia intorno ad un carattere così ben definito e ricco di dettagli. Irriverente, miliardario, alcolizzato, armaiolo: la mia definizione di personaggio interessante. E Robert Downey Jr. è inarrivabile, davvero splendido. Grandissimi i comprimari: deliziosa Gwyneth Paltrow nel ruolo di Pepper, l'assistente personale di Tony Stark, fantastico Jeff Bridges (il villain del film), piuttosto inutile invece Terrence Howard. Personaggi vivi, divertenti, sorretti da una sceneggiatura che non perde un colpo ma che anzi, valorizza genialmente ciascuno di loro attraverso un uso puntuale e pungente dell'ironia. E questo è un elemento decisivo per la riuscita della pellicola: Iron man fa ridere, è divertente, acuto, i dialoghi sono sempre brillanti, decisamente più vicini alla commedia che al dramma.
La regia è brillante, solida, esperta, e si vede che il regista ha un debole pazzesco per il suo protagonista: Robert Downey Jr. è presente praticamente in ogni singolo fotogramma.
Tecnicamente è un capolavoro: gli effetti speciali dell'ILM sono devastanti e tamarri (nomination all'Oscar doverosa), così come le scenografie e le splendide scarpe che Gwyneth Paltrow porta per tutta la durata.
Colonna sonora di Hans Zimmer al bacio.
Quello che forse non quadra nel film è l'incapacità di spingersi un pò oltre: del resto, con così tanta carne al fuoco (la guerra, la redenzione, la politica ecc ecc) ci si poteva aspettare delle aperture un pò più approfondite su argomenti di questo spessore, ma è anche vero che la pellicola promette solo di essere un grande gioccattolo per intrattenere il suo pubblico, e in questo ci riesce pienamente, la promessa è mantenuta.
E se dapprima la prospettiva di dovermi sorbire altri due capitoli di Iron Man (la produzione del secondo è già cominciata), ora come ora invece non posso che accogliere con entusiasmo l'idea di rivedere nuovamente dei personaggi che, sinceramente, ho amato.
Insomma, una pellicola estremamente divertente, che pienamente assolve al suo compito di intrattenere in maniera baraccona (ma con stile da vendere) il suo pubblico. Grandissimo il cast, e un protagonista dal carisma memorabile.
B

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mercoledì, 07 maggio 2008

Oddio, stamattina ho dimenticato il cellulare a casa.
Per 364 giorni all'anno non mi chiama mai nessuno, e vuoi vedere che proprio oggi che l'ho lasciato lì a marcire sul divano mi chiameranno chessò per propormi la redazione di Vogue, oppure per confermare la partecipazione ai Fatti Vostri per parlare di quella volta che stavo raccogliendo le margherite e all'improvviso un cavallo da dietro.. lasciamo stare.
E dire che non sono nemmeno un maniaco del telefonino, anzi, è solo che mi sento mutilato senza. Potrei sedermi negli appositi spazi sui bus, o parcheggiare direttamente davanti al Comune senza dover pagare.
No beh, a parte gli scherzi, io non sono affatto un cellulare dipendente, è che ho sempre l'ansia di perdere qualche occasione, cioè, i famosi treni che passano una volta nella vita, tutte quelle menate lì che mi hanno sempre terrorizzato e che probabilmente mi porteranno un giorno all'angina.
In ogni caso, non ho mai parlato diffusamente di X Factor su questo blog, e un pò me ne pento, perchè a tre puntate dalla fine posso tranquillamente dire che questo è il miglior talent / realty show in circolazione. E siccome gli ascolti sono piuttosto tragici per RaiDue, affrettatevi a guardare quello che rimane della trasmissione perchè l'anno prossimo dubito che vedremo ancora Facchinetti, Maionchi, Ventura e Morgan.
In ogni caso mi sono innamorato della cicciabomba dei Cluster, no, volevo solo dire questo, e che la loro performance di De Andrè ha un che di capolavoro. E per capolavoro intendo che finalmente ascoltare De Andrè non mi fa desiderare di essere nato morto.

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Vi lascio con l'immagine di Amy Winehouse che.. dunque, mah.
Qualsiasi cosa stia facendo in mezzo agli arbusti rimane comunque una donna di gran classe e di raffinata eleganza. Scusate se ultimamente non faccio che seguire le sue gesta ma vi assicuro che è dura vivere senza un modello da seguire, e ancora di più, vivere sapendo che il proprio ruolo modello utilizza i cespugli come bagno pubblico. E' una rivelazione in un senso quasi religioso del termine.

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martedì, 06 maggio 2008

Chissà come sono venuto fuori.
No perchè sono fotogenico come un tafano, quindi c'è poco da esserne contenti.
Praticamente sono andato alla ASL per sbrigare delle commissioni, roba di pannoloni e altre cose per anziani incontinenti, quando salendo in macchina sotto il caldo improprio di quest'oggi ho visto in lontananza una macchina scura che si avvicinava con placida tranquillità.  Che non fosse una macchina come tutte le altre lo si capiva da quella specie di tensostruttura che aveva montata sul tettuccio.
Io che sono curioso come una laida scimmia cappuccina ho atteso imperterrito il suo passaggio e.. buon Giove! è la macchina di Google Maps che sta mappando in 3D tutta la città!
Sweet Jeebus! Ma allora mi ha ripreso! Ma allora sarò anche io online nelle pagine di Google Maps 3D, proprio come lo spacciatore di Chicago! Ma la cosa sorprendente e benedetta è che in quel frangente ero troppo preso dall'osservare la macchina di Google per fare quello che di solito mi riesce meglio nella vita, tipo scaccolarmi, grattarmi il sedere, rubare la pensione alle vecchiette! Che miracolo, che giorno di gaudio! Allora forse sì, esiste un destino, esiste un karma, e nel mio caso è sicuramente quello di diventare la nuova stella del web, un pò come il ciccione obeso che cantava Numa Numa Yeh.
Ora quindi non mi resta che aspettare che mettano online tutto l'ambardan e poi digiterò con apprensione e speranza Via Terenghi per vedere il risultato.
Ovviamente aspetto a dirvi il paese perchè prima voglio vedere come sono venuto. Cioè, metti caso che le luci siano state impietose, o che tipo ho una posa da fattone, o che si veda chiaramente che stavo trasportando una confezione da 12 di Tena Lady. Anzi, già che ci sono chiedo direttamente a Google di photoshopparmi un pò, tipo togliermi le rughe, levarmi qualche chilo, abbronzarmi un petit peu, per dire.
Comunque, siccome questo blog non è solo un concentrato di idiozie, ma soprattutto si porpone come una nuova frontiera culturale nel piatto panorama italiano, penso sia anche mio dovere consigliarvi un libro fantastico, che io tra l'altro non ho letto, ma che sono sicuro solleticherà il vostro palato sopraffino.

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Come dice il sito che presenta il libro, tutti i genitori finiscono inevitabilmente per traumatizzare i propri figli, ma alcuni di essi necessitano anche di linee guida per farlo in maniera consapevole ed efficace, sia attraverso le stesse tecniche che i tuoi genitori hanno usato con te, oppure tramite un approccio totalmente nuovo e differente. 
Con How to traumatize your children potrai determinare la tua "tipologia" di genitore traumatizzante, coltivare il risentimento dei tuoi figli e dare ai tuoi pargoli abbastanza materiale per scrivere un giorno le loro memorie. Sono presenti anche interessanti capitoli dedicati alla genitorialità narcisistica, al genitore come migliore amico, al genitore come uccisore di autostima, alla convenienza nel trascurare i figli. 
How to traumatize your children costa solo 10 dollari, e lo puoi acquistare qui.
Buona lettura.

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