martedì, 31 luglio 2007
Enza, mentre era in partenza, con violenza si trovò in una difficile circostanza. Non era semplice influenza e nemmeno una perfida maldicenza, ma una vera e propria mancanza di coerenza (nonchè di buona creanza). Penza che ti ripenza (*che è una poetica licenza), la nostra povera cittadina di Valenza (dove non c'è assenza di manovalanza) capì che era giunto il momento di porre fine alla latitanza (una parola che usa anche Silvestri ne La Paranza) ed anche soprattutto ad una duratura sofferenza. Infatti la lontananza dell'amata cagnolina Tapioca (che non fa assolutamente rima con *anza* *enza* od *onza*) aveva allertato non solo tutta la cittadinanza, ma perfino la corrotta vigilanza. No, non è come pensate con baldanza, qui non c'entra niente la Monaca di Monza: la piccola Tapioca s'era presa una vacanza inseguendo un pezzo di lonza (fresco fresco di mattanza) attaccato ad una lenza. Che stupida cagnolina ed oltremodo stronza! Di cibo non aveva carenza anzi ne aveva proprio a sufficienza, semplicemente non aveva costanza nè pazienza per i modi della signora Enza. Così Tapioca scappò tutta presa nella sua impellenza e riluttanza, con una certa antipatica flatulenza, lasciando la padrona in anzia (*altra poetica licenza). Passarono giorni, settimane e mesi, ma Enza piangeva chiusa nella sua stanza e non gioiva più nemmeno della danza, ma faceva solo penitenza senza intermittenza per riavere Tapioca. Arrivò perfino un'ambulanza per l'occorrenza (si dice volessero farle una risonanza), e addirittura la Guardia di Finanza (di cui dovremmo valutarne l'equipollenza): che demenza! Poi finalmente, quando Enza si riprese anche grazie alla potenza di Emule Adunanza, decise appunto di andare in vacanza a Cosenza. E qui si torna all'inizio della nostra romanza.
Caro lettore, non sto a raccontarti la commovenza (*terza ed ultima poetica licenza), quando la triste Enza vide ricomparire Tapioca in lontananza. Ma che impudenza! Senza alcuna prudenza Tapioca si lanciò in braccio ad Enza. Del resto era pur sempre una piccola stronza.
FIN.
Dedicato ad una persona che, altrimenti, non sa quanto sia presente nei miei pensieri.
Solo un modo strano, a soggetto, per dire ti voglio bene.
wrote by popholic
lunedì, 30 luglio 2007
In questo tristo lunedi pre-agostino di ferie, l'unico passatempo che mi rimane è quello di sparlare delle celebrità, possibilmente in modo offensivo, gratuito e razzista attaccando unicamente i loro difetti fisici incurante del cosiddetto "buon gusto".
Molti lo chiamano essere stronzi, io lo chiamo divertente.
In ogni caso, le celebrità di oggi confermano che i comebacks funzionano poche volte. Nel senso che una volta che esci dallo showbiz, rientrare dalla porta principale è davvero dura. Giusto Mariah e pochi altri sono riusciti a risalire in superficie dall'abisso (Britney, sto parlando a te). E comunque Mariah è grassa.
Innanzitutto ho rivisto Lauryn Hill.
Suppongo che ogni commento sia superfluo.
Cioè, cos'ha fatto tutti questi anni? Per me poteva starsene in Alabama a raccogliere cotone (commento razzista: check).
Cioè le sopracciglia? Ma poi oh, calma donna.
Poi ho visto anche i due enfant prodige degli ultimi anni, Haley Joel Osment (il bimbo che vede la gente morta ne Il Sesto Senso) e Dakota Fanning. Che poi il termine enfant prodige io non l'ho mai capito. Cioè, prodigio per cosa, perchè sanno dire due battute con enfasi davanti alla macchina da presa!?!? Cioè, secondo me è molto più prodigio..che ne so.. io per esempio, che all'età di 4 anni già sapevo ruttare l'alfabeto. Comunque io l'ho sempre detto che la pubertà fa male. Ecco, io sono prodigio anche per questo, dato che sono passato direttamente dai 13 ai 25 anni. Volevo dire 18. 18 anni. Comunque oggi mi chiamano Topolino, perchè nascondo sotto le fattezze di un 18enne lo spirito di un 13enne. O viceversa, ora non ricordo. In ogni caso sono raccapricciante. Ma allo stesso tempo fascinoso. Un pò come la scena dell'asino e del pornostar gay in Clerks II.
Infine veniamo al best ritorno dell'anno. Le Spice Girls. Che vincono anche il Photoshop Award della settimana. Rendere donna Mel C ha richiesto lo stesso lavoro al computer impiegato per Transformers. Comunque le adoro, per me faranno il botto.
Ok, per oggi ho chiuso.
Ah, domani e mercoledi sarò a Mirabilandia. Se vedete qualcuno urlare dalla cima del Katun molto probabilmente sono io. O anche se vedete qualcuno trangugiare avidamente del cibo spazzatura. O anche del cibo dalla spazzatura. Sono sempre io. Fermatemi e salutatemi.
Au revoir.
wrote by popholic
venerdì, 27 luglio 2007
A me piacciono le parole.
Mi piace giocarci, mi piace pensarci sopra, adoro leggere i vocabolari quando non so che fare, impazzisco per sinonimi e neologismi, nutro una vera ossessione per gli aggettivi e faccio un terribile uso improprio di avverbi, che devo assolutamente limare. Gli avverbi sono un cancro che mi sta uccidendo, ma non riesco a farne a meno, sono il mio crack.
Adoro le parole perchè sono gli strumenti più carichi di emozioni e di sentimenti che ho tra le dita. Le parole si toccano, si creano, sono vera materia plastica. Esse sono a disposizione di tutti, non servono particolari requisiti, non è necessario essere ricchi o belli o straordinariamente brillanti. Il mondo è un infinito scrigno di parole, sempre nuove, sempre in movimento. Esse sono lì, e non devi fare altro che immergere le mani e afferrarle.
Ma tra tutte le loro qualità, quella che più mi affascina è che sono completamente imprevedibili. Esse di per sè sono vuote, bianche, fragili. Sono delle enormi giare lasciate al sole, eppure nascondono in ogni istante un potenziale incredibile, ogni parola può essere allo stesso tempo una bomba all'idrogeno che annichilisce qualsiasi forma di vita nel raggio di chilometri o un semplice Crystal Ball che non rompe niente e non macchia. Una stessa parola cambia il proprio valore se viene letta, se viene detta, se viene ascoltata, se viene pensata. A volte le pensiamo e hanno uno specifico significato, le sottovalutiamo, le lasciamo chiuse lontano in fondo, sembrano così leggere ed evanescenti che quasi le deridiamo. Ma poi ricompaiono, le sentiamo, le leggiamo, e una volta che sono nero su bianco diventano improvvisamente di pietra e ci cambiano, e si incidono e ci fanno male.
A volte noi le parole già le sappiamo, ma finchè non le vediamo chiaramente pensiamo di non conoscerle, ci illudiamo che non esistano. Poi eccole lì. E tutto, inesorabilmente, cambia, tutto diventa altro.
Sembrerà buffo dirlo (tra parentesi, buffo è la mia nuova parola preferita della settimana), ma io mi rispecchio molto nelle parole. Nel senso, io mi sento una parola e, a volte, io sono una parola. Non riesco a prevedere il mio comportamento, dipendo da un infinito numero di variabili che mi sembra di non conoscere il mio potenziale. Posso essere innocuo, posso essere letale contro la mia volontà, e posso essere spiazzato e ribaltato come Beyoncè quando da mesi pensavo di avere i piedi calcificati al suolo.
Ma la vita è bella anche per questo. Del resto sono i terremoti e l'instabilità della terra il vero segno della nostra esistenza.
Riconosco che questo intervento è un pò enigmatico.
Ma del resto, mie adorabili gallinelle, le mie sono solo parole, prendetele come tali.
Sono solo parole.
wrote by popholic
giovedì, 26 luglio 2007
@ work, dimmi di me, i tube youtube
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mercoledì, 25 luglio 2007
wrote by popholic
mercoledì, 25 luglio 2007
idols, celebrity skin, so shocking
Madre Natura, a volte anche tu sbagli.
Cioè, dico "a volte" per non dire "sempre" solo perchè qualche cosa di giusto alla fine anche tu l'hai fatta. Tipo far estinguere i brontosauri è stata una mossa azzeccata, cioè, sai che sbatta adesso con il traffico che c'è e la deforestazione in corso dover salvaguardare anche quelle bestie? Cioè, gli animalisti avrebbero da rompere le palle il doppio.
Però oggi, mia cara mamma single, devo farti il cazziatone.
E' mio triste dovere annunciare che la mano crudele della vecchiaia è scesa anche su Heather Locklear. La uber-divina Heather Locklear, colei che fino ad oggi ero convinto non potesse invecchiare. La super icona della mia adolescenza, la mia prima cotta da teledipendente.
Certo, per avere un trilione di anni è ancora bellissima. Però.. Cioè, non è giusto.
Madre Natura, io questa cosa non riuscirò a perdonartela.
Cioè, non posso accettare che Heather Locklear possa invecchiare. E' qualcosa che va oltre le mie possibilità intellettuali, è come se dovessi dare una spiegazione al mio odio per i capelli di Beyoncè..cioè, è un concetto inarrivabile e irrazionale.
Secondo me non è giusto che le celebrities invecchino, è profondamente scorretto e irrispettoso nei confronti di noi fans mortali. E' un pò come sapere che i tuoi genitori fanno sesso: cioè, sono informazioni che non vuoi avere. Nel senso, secondo me quando una celebrità diventa..appunto..una celebrità, dovrebbe sottoscrivere di default un patto con Dio e non invecchiare mai. Che poi parlo di Dio, ma in realtà cioè, anche gli esseri umani che hanno inventato cose astro-pazzesche tipo, che ne so, la monorotaia, e non vedo come possano non aver ancora inventato delle cose basilari e semplicissime come il teletrasporto o, appunto, l'imbalsamazione da vivente. Ecco, Heather Locklear dovrebbe essere imbalsamata viva. Nel senso che rimane viva, ma senza organi interni. Un pò come ha fatto Cher, o Moira Orfei.
Per lo meno in queste foto sembra serena e felice, e forse alla fine è questo quello che conta.
O almeno, mi hanno sempre insegnato a dire così, ma non so se ci credo sul serio.
wrote by popholic
martedì, 24 luglio 2007
Ho deciso che quest'estate, sì insomma questo agosto, devo rivoluzionare la mia vita.
Tipo che voglio darmi al nuoto agonistico.
Beh, agonistico ancora non lo so, però voglio darmi al nuoto. Tipo tutti i giorni in piscina a prendere il sole a bordo vasca mangiando l'uva e le albicocche e diventando color bronzo. Ahhhhhh sì.
Poi chissà, magari divento il nuovo Phelps e scopro che non devo necessariamente puntare tutto sulla carriera da inturgidacapezzoli vips, che ancora tra l'altro non riesco a far decollare.
Che poi i nuotatori prendono un sacco di soldi e diventano famosi e si mettono insieme a Roberta Capua. Che effettivamente non è la mia aspirazione di vita. La Capua dico, il resto sì.
L'unico dettaglio che potrebbe ostacolare la mia nuova carriera da nuotatore olimpionico è che a me non piace tanto nuotare. Cioè, mi annoia. Nel senso, faccio una vasca ed oltre ad aver bisogno di un polmone d'acciaio, finisce che mi stufo. Tipo che io in piscina chiacchiero appoggiato al muretto, non è che proprio nuoto. O al massimo faccio il nuoto sincronizzato assieme alla mia amica Francesca provocando le ire di quegli stufosi che vogliono nuotare davvero. Solo che non so a voi, ma a me le verticali in acqua non mi vengono. Cioè, penso di essere dritto ma in realtà sono a 45°. Mah, la fisica, questo mistero. Però io bramo le cuffie fiorate delle nuotatrici sincronizzate (oddio..ma si chiamano così? da oggi sì). Che poi io sono bravissimo ad uscire dall'acqua con gli occhi aperti e con un sorriso alla Jack Nicholson in Shining e a fare tutte le facce buffissime che fanno loro.
E poi c'è un'altra cosa: io quando nuoto non riesco ad andare dritto, ma vado storto. Che regolarmente mi abraso le braccia contro i divisori delle corsie che non ho mai capito perchè li fanno di plastica dura..cioè, fa male. E poi ho sempre paura di prendere le capocciate sul muretto all'arrivo, quindi praticamente nuoto con la faccia che guarda in avanti. E la cosa, diciamolo, è abbastanza non professionale per un aspirante nuotatore agonistico come me. E poi il mio stile libero è un pò alla labrador.
Poi forse non sono nemmeno fisicamente portato per il nuoto. Nel senso che sono alto un metro e un'oliva e porto il 40 di piede.
Uffa.
E' davvero difficile trovare una propria vocazione.
AGGIORNAMENTO DELLE 16.13 (pausa caffè)
OHMIODIO
wrote by popholic
lunedì, 23 luglio 2007
Mentre mangiavo il mio milkshake al cioccolato (ricordando che my milkshake brings all the boys to the yard) sono arrivato ad importanti conclusioni che rendono la mia vita decisamente più piena ed interessante.
1) odio le ragazze che fanno ginnastica con i capelli sciolti. Cioè, mi urtano la vista. Se vuoi te lo compro io un elastico dai cingalesi, ma non puoi fare jogging con i capelli sciolti.. La visione dei capelli che s'incollano alla tua faccia mi provoca l'orticaria.
2) inizio ad odiare le ballerine. Le scarpe dico, non la Carla Fracci e compagnia.
3) ho letto che anche Brigitte Nielsen è entrata in rehab. A questo punto dichiaro ufficialmente finita l'Età d'Oro della clinica di riabilitazione. Chiunque entrerà in clinica d'ora in poi sarà da considerarsi uno sfigato fuori moda.
4) mentre guardavo i piccioni (che sono notoriamente gli animali più odiosi del globo) che si scannavano per il possesso di un mozzicone di sigaretta (in quanto sono bestie intelligenti), sono arrivato alla conclusione che sono pronto ad accogliere il ritorno di Britney Spears sulle scene. No perchè ho letto su TGCOM che il suo nuovo look sarà una specie di "vedova e prostituta con stivali neri di pelle e cellulite in vista".. e chi voglio prendere in giro!? Questa è la mia esatta definizione di fabulous.
5) odio chi parla del meteo. Cioè, chi si lamenta che fa caldo. Io non lo so, è estate santocielo, cosa vi aspettavate!? la brezza montana al profumo di fiori di campo!? Che poi la gente che si lamenta di solito consuma nel proprio appartamento gli stessi watt che brucia Disneyworld in un mese.
6) mentre mordicchiavo la cannuccia del milkshake in attesa che si facessero le due del pomeriggio e dovessi rientrare in ufficio, ho tipo preso la decisione che odio Rihanna. Ma non odio del tipo "sì, insomma..non mi piace..". No, il mio è odio del tipo che vorrei girare per Milano con in mano la sua testa impalata a mò di caduceo papale. Però devo essere sincero, Umbrella-ella-ella-ay-ay-ay ancora mi piace.. ma solo perchè ha il miglior titolo di canzone EVER. Cioè, io adoro i titoli. E "Ombrello" è un titolo sublime. Un pò come Toka Kulos della Lecciso.
7) mangiare un milkshake ghiacciato sotto il solleone fa venire il cagotto.
Parola di lupetto.

wrote by popholic
domenica, 22 luglio 2007
Insomma, io sono sempre stato Team Shiloh Nouvel. Sempre, da che mondo è mondo.
Ma da oggi, le mie certezze vacillano.
Mi spiace per Gesù Bambino (che comunque è rimasto al primo posto in classifica per 2007 anni, cioè, rispetto), ma Suri Cruise è ufficialmente the cutest baby ever. EVER.
E' una specie di bomba calorica di adorabilità. E non me ne frega niente se la sua origine terrestre venga messa in discussione: cioè, se l'eugenetica ha prodotto una bimba del genere, allora ben venga.
Evidentemente Mengele aveva capito tutto, stupidi noi.
E il mio blog ha raggiunto nuove vette di finezza ed eleganza.
Lo so che questa affermazione è totalmente random e offtopic, ma non c'è nessun'altro al mondo che nutra il desiderio di veder bruciare lentamente Melita? No perchè io ho già un secchio colmo di pece bollente in una mano e una forca nell'altra.
wrote by popholic
domenica, 22 luglio 2007
Venerdì sera, per accompagnare un amico fedele sagaiolo (penso di aver appena inventato il miglior neologismo che essere umano abbia mai concepito.. mi stimo un botto, sono un creativo, mi amo) sono andato alla Feltrinelli International di Piazza Cavour per il lancio in contemporanea mondiale di Harry Potter and the Deathly Hallows. Tutto questo all'1 di notte.
Bene, ho seriamente pensato di morire per la deliziosità dell'esperienza.
No veramente, vi prego in ginocchio di smettere di leggere questo post e correre immediatamente in un luogo frequentato da gente di tal sorta, perchè ne vale la pena. Tipo ludoteche, convegni sul Signore degli Anelli, giochi di ruolo, Euronics, facoltà di matematica, McDonalds (ma non quelli dei centri città che sono pieni solo di peruviani)..
Mi rendo conto che queste affermazioni possono sembrare razziste, politicamente scorrette, stupide, ghettizzanti e superficiali.
Beh, lo sono. Con rispetto e ammirazone, sia inteso.
No perchè io adoro il mondo geek. Anzi, mi fanno pure sesso. Ma non è questo il punto.
Comunque, mi sono ritrovato nel luogo perfetto per fare studi sulle dinamiche sociali.. una lezione di sociologia, praticamente. Senza la parte noiosa però (ma con molte parole difficili..tipo passaporte e quidditch e altre amenità).
In ogni caso (sì, devo imparare ad aprire meno parentesi, non c'è bisogno che tu me lo faccia notare) arriviamo in piazza e già volevo il mio bloc notes per prendere appunti. Una specie di congresso mondiale di nerds. Avevo i brividi dall'emozione.
Che poi cioè, hai voglia a lottare per sconfiggere i luoghi comuni, ma certa gente è davvero uno stereotipo ambulante.
Penso di non aver mai pronunciato così tanti OHMYGOD in tutta la mia vita. Non mi sono lasciato andare a così tante esclamazioni nemmeno quando Aida Yespica e Antonella Elia si sono menate all'Isola dei Famosi.. il che è tutto dire.
Comunque, alcuni erano semplici Oh.My.Gooooood appena accennati, tipo quando vedevo gente con le Superga che pensavo fossero estinte dal 1992. Altri invece erano dei veri OH (pausa di 3 secondi) MY (pausa di 3 secondi) GOD tipo quando vedevo gente di 50 anni vestita da Hagrid (giuro). Altri poi erano delle eruzioni di OHMYGAWD con tanto di mossettine da ghetto queen e schiocchi di dita in aria quando la tizia al banco del rinfresco mi ha corretto perchè ho osato chiamare la gazzosa "gazzosa" invece di "pozione magica burrobirra" (o qualcosa del genere..cioè..era spuma, santoddio..normalissima spuma!).
Comunque Adorerrimo. Praticamente il mio mondo ideale.
Solo che per un paio d'ore ho tipo vissuto nel terrore.
Cioè, ero io ignorante contro una mandria infoiata di potteriani. Se solo avessero saputo che in mezzo a loro c'era uno che non aveva mai letto nemmeno un retro di copertina di Harry Potter, penso mi avrebbero spedito al confino tra gli insulti e i lanci di monetine come con Craxi. Per fortuna che ho la montatura spessa, i bermuda a quadratini e le onitsuka e un pò mi mimetizzavo. Tipo che ad un certo punto mi avvicino ad una ragazza che aveva mandato il suo fidanzato in avanscoperta per ritirare la copia del libro (sto semplificando il discorso, perchè in realtà non era un ritiro, era una guerra all'ultimo sangue per aggiudicarsi il tomo)..e mi confesso con lei. Non l'avessi mai fatto: quando le ho detto che di Potter non conosco praticamente niente mi ha guardato come avrebbe guardato Priebke. Non era semplice disprezzo, ma ho sentito su di me l'onta del crimine contro l'umanità.
Tirando le somme, devo dire che la mia serata geek è stata decisamente interessante, anche perchè il genere geek-Harry Potter è incommensurabilmente migliore del geek-Macintosh/Linux/Nintendo. Certo, non arriva alle vette del geek-Biblioteca ma nemmeno agli abissi di antipatia del geek-Dipartimento di Fisica.
In ogni caso, è stata una serata speciale.
Speciale in quel senso che si usa per le persone che hanno bisogno dell'insegnante di sostegno.
wrote by popholic
Dramaqueen for dummies
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