sabato, 19 luglio 2008


Ore 7:30 del mattino. Ancora non dormo. Stavo quasi decidendo di andare a dormire finchè non è subentrato nella mia vita Robomaro. Segnalato da Time Waster è un giochino tanto assurdo quanto bello. Se ve lo spiego non ci credete. Io ve lo spiego, và: un robottino con una pala deve frantumare tutti gli oggetti che arrivano dall'alto per salvare un uovo che contemporaneamente deve cibarsi di più cose possibili per ingrassare tantissimissimo. Ma che ho detto? Bah... Comunque la cosa fondamentale è che sono arrivato al ventunesimo livello e ho fatto 12.674.786 punti diventando settimo nella classifica mondiale giornaliera. Che stupendo momento di gloria! Sono malato, vè?

...

Aggiornamento:
Ore 9:51 a.m. Niente sonno ancora. Stanno succedendo troppe cose straordinarie per prendere sonno. Il mio cervello (o ciò che ne rimane) viene bombardato con due notizie strabilianti:
Vedremo la Maria nazionale in una puntata della prossima serie dei Cesaroni durante la quale interpreterà (si dice "interpreterà"? Mi suona male...) se stessa alle prese con una puntata speciale di "C'è posta per te". Odio i Cesaroni ma amo Maria e magari questa notizia può tornare utile a qualcuno. (via blogapuntate)
Notizia strabiliante numero due: Rocco Siffredi racconta a "Chi" la sua unica esperienza omosessuale. Una cosa imperdibile: "C’erano 200 uomini intorno a me, molti sul genere Village People: tutti baffi, peli e muscoli. Hanno cominciato ad alzare la mano, alla fine mi si è piazzato davanti un barilotto con la barba ispida. Stavo svenendo, ho pensato: “E che gli dico a questo?”. Intanto, mi guardavo intorno. Alla fine ho visto un ragazzo al bar che rideva, un bel tipo, un gay così simpatico… Ho detto a un assistente di chiedergli se era disposto a baciarmi e, temendo dicesse di no, l’ho quasi corteggiato." E alla domanda about l'effetto di quel bacio, risponde: "È stato bellissimo. Sa che cosa penso riguardo alle inclinazioni sessuali? Che il mondo non si divide in gay ed etero, ma in quelli che scelgono fra la felicità e l’infelicità. Siamo tutti gay e latin lover, la questione è su ciò che uno preferisce. Io preferisco le donne." (via Queerblog)
Ma che mito! Che classe! Che risposta diplomatica!
La domanda resta la stessa di sopra: sono malato, vè?



drammaticamente pubblicato da thepinkinside alle ore 07:53 | Permalink | commenti (14)
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martedì, 08 luglio 2008
Sono un vero sopravvissuto, cioè, altrochè la Betancourt.
Praticamente stasera alle 18.30 un albero è caduto sulla mia macchina. Ovviamente neanche un graffio, quindi non potrò farmi ricoprire di soldi, fuggire alle Seychelles ed essere intervistato dalle gemelle di Cucuzza per essere il più ricco d'Italia sotto i 30. Mi sento oltraggiato nel profondo, mi sento vituperato.
Insomma alla fine ho perso tre ore della mia vita aspettando che i vigili mi dessero il bene placet, lì.. come si chiama.. il sigillo di garanzia che potevo andarmene dal luogo del crimine. Che poi cioè, nel verbale ho tipo sostenuto che la mia macchina si fosse accartocciata su se stessa come un Transformer, che fosse implosa in un buco nero spazio temporale, ma in realtà era solo sporca di fogliame e cacche di piccione (peraltro  precedenti al drammatico evento). Però vi giuro, sto tronco di platano è caduto proprio sulla mia macchina, cioè, è un pò un miracolo della fisica. A meno che le Fiat Seicento non le costruiscono con plutonio e lega di adamantio, questo non lo so.
Vabbè non importa, voglio lo stesso fare causa al comune di Milano, chessò, per danni morali, per tachicardia indotta, per paura di spavento. Ho anche dovuto cenare fuori aspettando che la mia macchina venisse disboscata, quindi cioè, pretendo che la Moratti mi risarcisca almeno la cena, chessò, un invito al Gran Galà delle Celebrità, seduto tra Ana Laura Ribas e Katia Noventa. Che poi non so, neanche un vigile del fuoco che fosse venuto lì ad avvolgermi in una coperta calda come si vede nei film, mentre seduto sul marciapiede ero in lacrime sotto la pioggia, il telefono che non prende, il cuore nello stomaco e un gomitolo nell'angolo.
Sono tuttora turbato e soprattutto costretto a lavare la macchina, la qual cosa è piuttosto irrispettosa nei confronti di tutte le popolazioni che tutt'oggi muoiono di sete. Però del resto, figurati, io sono solo Filo cioè, nessuno mi ha rapito per sei anni per le mie balorde idee politiche e bla bla bla.. cioè, solo perchè nessuno mi ha seviziato in prigionia non vedo perchè io non possa improvvisamente diventare famoso e pretendere che sia fatto un film su di me e su questa drammatica vicenda.
Mi sono sentito davvero abbandonato dalle istituzioni, cioè, nemmeno un rappresentante politico, la Carfagna chessò, qualcuno a dirmi "Filo, sei bello e magro, ce la farai". Niente.
Che paese orrendo.
In ogni caso, l'oggetto di classe della settimana è la sedia elettrica da appartamento.
Ora, non so dire se sia una semplice provocazione o un vero e proprio complemento d'arredo acquistabile presso l'Ikea più vicina a te, sta di fatto che trovo questo oggetto particolarmente inquietante.
E per inquietante intendo decisamente spassoso.
Costa circa 1000$ e la potete acquistare qui: capisco, effettivamente è un bell'investimento, ma sono sicuro che sarete ripagati da ore e ore di puro divertimento. Avete presente quelle calde sere d'estate in cui nulla accade, non soffia un filo di vento, la città è deserta, e voi e i vostri amici siete di volta in volta obbligati ad ubriacarvi o a fare uso di stupefacenti per sopportare la pochezza delle vostre vite? Ecco, grazie alla sedia elettrica da appartamento non succederà più.
Provatela a turno, vince chi fa andare in blackout tutta la palazzina.

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Penso che scrivere un post a proposito della Betancourt e della nuova sedia elettrica da appartamento, non so, sia segno del sapiente uso delle arti retoriche, e dell'ironia educata e sottile che mi contraddistingue.
drammaticamente pubblicato da popholic alle ore 23:20 | Permalink | commenti (32)
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venerdì, 06 giugno 2008

Non ho tempo nè voglia nè interesse, quindi cari amici del fantabosco non arrabbiatevi.
Anzi, non dovrei nemmeno essere qui, solo che ho appena scoperto questa splendida invenzione e non potevo esimermi dal farvela conoscere, perchè in fondo io sono una persona magnanima che ama il prossimo, parla agli animali e nel tempo libero lava i piedi ai pellegrini che transitano di fronte a casa mia. Ormai conoscete il mio viscerale amore per le iperboli, e mi rendo conto che molte volte ho esagerato con i termini, ma questa volta, giuro, siamo di fronte alla più importante invenzione dell'essere umano dopo l'Idrolitina e lo spazzolone per il wc.
La tazza automescolante.
No davvero, la tazza automescolante è destinata a sconvolgerci la vita in maniera perentoria, così come all'inizio degli anni '90 fece il Tamagotchi, che tra parentesi io avevo arancione e viola e soprattutto cagava come un caimano.
Non so voi, ma a parte il fatto che io ho sempre trovato noiosissimo mescolare il cucchiaino nella tazza aspettando che le zollette di zucchero facessero il loro corso, la maggior parte delle volte succedeva che il cucchiaino finisse dentro la tazza, e tipo ero costretto a bermi il tè con dentro un pericoloso arnese metallico pronto a scivolarmi nel cavo esofageo. Ecco a voi quindi uno splendido oggetto non solo utile, bello, di gran classe e che fa arredamento, ma che anche potrebbe vincere il premio umanitario per la prevenzione dai soffocamenti da ingestione di cucchiaino.
La tazza automescolante costa circa 18 dollari e la puoi comprare qui.

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Vabbè, buon weekend.

drammaticamente pubblicato da popholic alle ore 21:53 | Permalink | commenti (21)
etichette:nonsense, pure geek
martedì, 06 maggio 2008

Chissà come sono venuto fuori.
No perchè sono fotogenico come un tafano, quindi c'è poco da esserne contenti.
Praticamente sono andato alla ASL per sbrigare delle commissioni, roba di pannoloni e altre cose per anziani incontinenti, quando salendo in macchina sotto il caldo improprio di quest'oggi ho visto in lontananza una macchina scura che si avvicinava con placida tranquillità.  Che non fosse una macchina come tutte le altre lo si capiva da quella specie di tensostruttura che aveva montata sul tettuccio.
Io che sono curioso come una laida scimmia cappuccina ho atteso imperterrito il suo passaggio e.. buon Giove! è la macchina di Google Maps che sta mappando in 3D tutta la città!
Sweet Jeebus! Ma allora mi ha ripreso! Ma allora sarò anche io online nelle pagine di Google Maps 3D, proprio come lo spacciatore di Chicago! Ma la cosa sorprendente e benedetta è che in quel frangente ero troppo preso dall'osservare la macchina di Google per fare quello che di solito mi riesce meglio nella vita, tipo scaccolarmi, grattarmi il sedere, rubare la pensione alle vecchiette! Che miracolo, che giorno di gaudio! Allora forse sì, esiste un destino, esiste un karma, e nel mio caso è sicuramente quello di diventare la nuova stella del web, un pò come il ciccione obeso che cantava Numa Numa Yeh.
Ora quindi non mi resta che aspettare che mettano online tutto l'ambardan e poi digiterò con apprensione e speranza Via Terenghi per vedere il risultato.
Ovviamente aspetto a dirvi il paese perchè prima voglio vedere come sono venuto. Cioè, metti caso che le luci siano state impietose, o che tipo ho una posa da fattone, o che si veda chiaramente che stavo trasportando una confezione da 12 di Tena Lady. Anzi, già che ci sono chiedo direttamente a Google di photoshopparmi un pò, tipo togliermi le rughe, levarmi qualche chilo, abbronzarmi un petit peu, per dire.
Comunque, siccome questo blog non è solo un concentrato di idiozie, ma soprattutto si porpone come una nuova frontiera culturale nel piatto panorama italiano, penso sia anche mio dovere consigliarvi un libro fantastico, che io tra l'altro non ho letto, ma che sono sicuro solleticherà il vostro palato sopraffino.

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Come dice il sito che presenta il libro, tutti i genitori finiscono inevitabilmente per traumatizzare i propri figli, ma alcuni di essi necessitano anche di linee guida per farlo in maniera consapevole ed efficace, sia attraverso le stesse tecniche che i tuoi genitori hanno usato con te, oppure tramite un approccio totalmente nuovo e differente. 
Con How to traumatize your children potrai determinare la tua "tipologia" di genitore traumatizzante, coltivare il risentimento dei tuoi figli e dare ai tuoi pargoli abbastanza materiale per scrivere un giorno le loro memorie. Sono presenti anche interessanti capitoli dedicati alla genitorialità narcisistica, al genitore come migliore amico, al genitore come uccisore di autostima, alla convenienza nel trascurare i figli. 
How to traumatize your children costa solo 10 dollari, e lo puoi acquistare qui.
Buona lettura.

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martedì, 15 aprile 2008

Il fatto è che non succede niente di rilevante nella mia vita da doverci dedicare un post.
Cioè, nessun nonno con un femore rotto, nessun incidente domestico, nessun vaso in frantumi di cui possa incolpare mio cugino Giacomo, nessuna querela in arrivo. Insomma una vita orribile.
Oltretutto anche le celebrità non fanno nulla di interessante, nessun'ombra di intrattenimento, cioè, non posso andare avanti a parlare di porri, rughe e labbra siliconate, cioè, per chi mi avete preso? E' davvero un periodo noiosissimo, se dovessi vedere un'altra foto di Nicole Kidman incinta potrei darmi alle anfetamine come Ellen Burstyn in Requiem for a dream.
Davvero non succede nulla, ma del resto aprile dolce dormire, marzo pazzerello e su coraggio primo maggio, quindi rimbocchiamoci le coperte e torniamo a letto.
Anche perchè io davvero non capisco tutta questa storia delle elezioni, tutto questo clamore suscitato, e che sarà mai, non avete mai visto un premier? L'unica cosa che ho amato davvero di questa tornata elettorale è il touch screen di Sky TG 24.
Del resto eleggere il capo dello Stato in Italia è un pò come eleggere il rappresentante di Istituto al liceo, con la differenza che da una parte si costruisce il ponte sullo stretto, e dall'altra si installa la macchinetta dei preservativi in bagno. Cioè, francamente chissenefrega, c'è sempre il suicidio.
In ogni caso, penso che acquisterò questi tappi di cera per trasformare le vostre bottiglie di Valpolicella in perfette molotov pronte all'uso.
No, sto solo scherzando, sono semplici candele che creano un'atmosfera stile cantina francese, o anche stile cambusa dei pirati se usate dei Pampero. Ricordate però di svuotare le bottiglie di rhum, a meno che non vogliate trasformare casa vostra in una specie di ground zero. 
Costano circa 14euri e li potete acquistare qui.

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In alternativa trovo che la sedia a tre posti Storytime Rocking Chair per raccontare le favole ai vostri nipoti/figli/nani da compagnia sia altrettanto esaltante, anche se il tizio seduto con quei tre bimbi portoricani è la mia fisiognomica definizione di pedofilo. Ecco, dopo questa riflessione penso di non volere più la sedia a dondolo, suppongo che a questo punto io debba trovare una nuova collocazione per condividere un pò di tempo con i miei due amici immaginari Ovolollo e Tapioca.

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etichette:nonsense, pure geek
martedì, 08 aprile 2008

Dunque, penso di eleggere questa settimana come la più triste dell'anno.
No, le elezioni non c'entrano, cioè, quello è il meno. Andrò alla mia scuola elementare, seggio 14, e farò la mia crocettina piangendo. Più che altro vado perchè mi piace quando mi vidimano la cartella elettorale, cioè, voglio averli tutti i bollini, che poi chissà, magari quando completo la tessera mi regalano una piastra per capelli o uno scialle di ciniglia. Io voglio far tornare un pò di moda la ciniglia, perchè mi ricorda troppo la Michela che era in classe con me al liceo e tipo indossava solo capi di ciniglia che puzzavano di vecchio e ci rimanevano sopra attaccati i capelli.
Insomma sì, cioè, il mood generale è quello di una diffusa tristezza.
Alcune cose te le senti dentro, come quando non fai la cacca da più di 4 giorni, cioè, ogni movimento del corpo è lì a ricordarti che hai dentro di te 8 pasti (più le colazioni e le merende) da smaltire. Pressapoco qui è la stessa storia, sono cose che percepisci anche senza che sia capitato qualcosa di effettivamente grave o deprimente, cioè a me basta davvero poco, vuoi un clima generale da 28 giorni dopo, vuoi certe pressioni psicologiche, vuoi gli inossidabili sensi di colpa che da buon pesce zodiacale mi attanagliano per qualsiasi evento sia capitato sulla terra dal paleozoico ad oggi.
Mi sento un pò in colpa anche per gli ebrei, la fiamma olimpica, vedi tu.
Tipo oggi avrei voglia di comprare la nuova carta per fare i tatuaggi in casa e pittarmi tutto neanche fossi Amy Winehouse. I fogli stampabili per fare i trasferelli fai-da-te li trovi qui, costano 2.60 pound l'uno, ma ti assicurano ore e ore di divertimento infinito e soprattutto di regressione mentale.
Come quando nelle patatine trovavi le mani appiccicose.
Ora trovi un beyblade, o una carta Yugi-oh, cioè capisci.
Le Winx.

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In ogni caso, il mondo continua a girare anche se io sono triste e sogno Charlotte York che parla napoletano come questa notte, e che ci possiamo fare, va avanti così da tipo un trilione di anni, dubito che possa smettere da un momento all'altro.
Sta di fatto che ho intenzione di migliorare me stesso, sì insomma, sento un pò il bisogno di fare uno di quei corsi serali che ti rivelano tipo l'importanza dell'esistenza, che ne so, l'ikebana, o un corso di mandarino per principianti. Però poi ho troppa paura di finire alle 5 di mattina al parco Sempione a salutare l'alba facendo tai-chi insieme ad un gruppo di mentecatti. Oppure potrei darmi al volontariato tipo con i vecchi, però poi mi schifo, io lo so già, preferisco a questo punto mettere cinque euro in busta e spedire tutto alle Orsoline.
Potrei anche adottare un bambino a distanza.
Anzi, una bambina.
Una bambina del Mozambico.
Con 30 euro al mese me la cavo.
Magari ogni tanto le invio in posta prioritaria uno smalto della Pupa, che so che laggiù non hanno i beni di prima necessità. Ecco, forse così riuscirei a sentirmi meglio, a sentirmi più buono, a sentirmi utile.
Però voglio sceglierla io la mia figlia adottiva a distanza.
E voglio darle un nome.
Miss Goldie Azalea, perchè comunque fa etnico ed è giusto rispettare le sue tradizioni.

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mercoledì, 19 marzo 2008
So che è la cosa più spaventosa, raccapricciante e da incubo che io abbia mai messo sul blog. Ma il Big Dog della Boston Dynamics per qualche strana ragione mi attrae. E per strana ragione intendo che io ho sempre provato una indecifrabile attrazione per ogni forma di terrificante esperimento robotico, elettrodomestico, microchip o bambola gonfiabile. E' qualcosa che veramente solletica il mio gusto estetico, e per gusto estetico intendo lussuria.


Cioè, l'idea che esista un essere (non per forza vivente) del tutto privo di sentimenti, che agisca secondo dei precisi algoritmi del tutto prevedibili e soprattutto, che ti obbedisca in maniera servile e generosa senza pretendere nulla in cambio ha un effetto altamente erotico su di me, diciamo che è la mia esatta definizione di amore.
Certo è che il quadrupede in questione fa veramente orrore, non fosse altro per quel rumore zanzariforme che emette. Perchè insomma, l'aspetto ci può anche stare: io un cane senza testa con quattro gambine sottili che si muovono come quelle di un ragno delle dimensioni di un'alce canadese lo trovo anche piacevole alla vista.
E comunque il nuovo singolo di Madonna fa cagare, perchè qui è inutile nascondersi dietro parole come sperimentazione, rischio, menopausa. Un paio di trombette che suonano e quattro percussioni random non mi fanno certo gridare al miracolo: io le porto rispetto, per carità, ma lo stesso tipo di rispetto che porto alla vecchia con le borse della spesa che prende la 15.

PS: il primo che indovina per quale motivo ho associato il video del cane robot a Madonna vince un uniposca nero con cui pittarsi le unghie.
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venerdì, 07 marzo 2008

Oggi è venerdì e ieri mi hanno accusato di essere troppo autocelebrativo.
Tralasciando la prima notizia (oggi è venerdi), direi di passare immediatamente alla seconda (essere troppo autocelebrativo). Siccome non voglio assolutamente diventare uno di quei blog autoreferenziali che non fanno altro che parlarsi addosso alimentando polemiche interessantissime inerenti a chi possiede più widget, gadget, bridget, midget sul suo blog.
Punto. Sì, mi piace tanto parlare per subordinate.
E comunque non è autocelebrazione.
E' solo celebrazione.
Se poi io sono all'interno della celebrazione, non è colpa mia.
Oltretutto cosa volete che mi autocelebri io!? cioè, avessi tipo inaugurato il Billionaire ciao, ne avrei ben donde. Io sono solo un povero ragazzo di periferia con il cuore nello stomaco e un gomitolo nell'angolo (qui da sola dentro a un brivido ma perchè lui non c'è), basso grasso calvo ebreo gay negro cassaintegrato.
Quindi capite, c'è poco da essere autocelebrativi.
Sta di fatto che il venerdì è un giorno pregno di avventure. E per avventure intendo che domani mio padre mi preparerà i pizzoccheri, quindi festa grande in casa Filo.
E comunque esistono due cose davvero detestabili a questo mondo.
La prima sono le Crocs, che è rinomatamente considerata la mossa di marketing di più grande successo mai concepita da mente umana, in quanto sono riusciti a farci credere che quegli zoccoli da infermiere fossero apprezzabile e ricercato street style.
La seconda sono le calzettine portacellulare, che francamente sono la cosa più risibile mai inventata dopo i cracker dolci della Pavesi.
Ecco dunque che vi presento le nuove Calzettine Portacellulare della Crocs.

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Buon Weekend.

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etichette:nonsense, pure geek
martedì, 04 marzo 2008

La giornata è strana.
E per strana intendo orribile.
E per orribile intendo che vorrei legarmi ad un blocco di calcestruzzo e gettarmi nel Naviglio Grande.
Lo capisci dal vento, dalle parole della gente, dalla mancanza di alcuni punti fermi, tipo la vecchia che tutti i giorni mi consegna Leggo in mano all'entrata della metropolitana.
Ieri è cominciato X Factor, e devo ammettere che il programma sembra tutto sommato carino, considerando anche il fatto che mi fa apprezzare una persona come Morgan, o una Ventura senza trucco.
Assistere a tutta quella gente che si presenta alle audizioni è un pò come riflettere sulla caducità della vita ma soprattutto sulla solitudine umana. E' proprio vero che c'è tanta gente sola a questo mondo, che affronta tutto con indomito coraggio e anarchia, senza amiche sincere che diano consigli sul look, che possano stirare i capelli con la piastra con frammenti di giada, o anche semplicemente, che invitino la loro amica aspirante popstar a lavarseli i capelli, o non so, a darsi all'ortocultura, invece di provare a diventare la nuova Whitney.
Eppure, come dice mio padre in continuazione, "Caro Fili, nella vita ci vuole coraggio".
E questa è un'altra cosa che mi fa pensare.
Io non sono una persona coraggiosa, ed è per questo che tutto sommato io stimo di cuore la sfigata con il capello unto che va a cantare Alicia Keys davanti alle telecamere. Perchè è con questo atteggiamento che si affrontano le cose, non come faccio io, che resterei tutto il giorno sdraiato sul letto a guardare il soffitto che diventa una superficie marina grazie alla Lampada Room Palette di RelaxStyle (costa $69,00 e la puoi comprare qui), cantando "..ma un giorno anche io se mai potrò.. esplorerò la riva lassù.. fuori dal mar, come vorrei.. vivere là!".

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Oggi, più di altri giorni, mi sento murato vivo nelle quattro mura dei miei limiti.
Oggi è una giornata strana, e soprattutto non dovevo cantare la canzone de La Sirenetta perchè so già che adesso andrò in giro chiamando Flounder il mio panettiere e Flotsam e Jetsam i miei colleghi.

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mercoledì, 27 febbraio 2008

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Io fondamentalmente amo l'arte contemporanea, e soprattutto amo l'avverbio fondamentalmente.
7,200 Bananas di Stefan Sagmeister è probabilmente il miglior pezzo d'arte concettuale mai creato da mente umana negli ultimi 600 anni, è chiaramente, palesemente, evidentemente geniale.
O almeno lo suppongo: noi non lo sappiamo ancora, ma allineare una tale quantità di banane marcescenti contro il muro del MoMA di New York è un sintomo di grande intelligenza, di eccellenza nell'estro e nelle doti artistiche, cioè, probabilmente quel cretino del Caravaggio si starà mangiando le mani per non aver lui pensato un tale capolavoro di perizia e tecnica.
Io voglio bene a quest'uomo che si chiama come una birra doppio malto e che attualmente sta esponendo nel più grande museo d'arte contemporanea del mondo (qui altre foto), però qualche dubbio mi rimane, e per dubbio intendo febbricitante speranza.
Io non vorrei scorprire infatti che nell'arte contemporanea sia tutto valido, come in quel programma orrendo di Mtv o come nelle sedute di Monopoli che faccio con i miei amici, dove ad un certo punto andiamo in freestyle e introduciamo la concussione e il pizzo, ci appelliamo al protezionismo, inventiamo tasse inesistenti, costruiamo alberghi con fette di Leerdammer.
Insomma, se dovessi infatti venire a sapere che posso diventare un artista affermato nel mondo collezionando chessò.. le feci del mio criceto Arturo incollandole con il vinavil su un A4 Fabriano, allora potrei davvero dare di matto, potrei bruciare dall'emozione tutte le mie cellule cerebrali in un colpo solo e diventare come Loredana Bertè che si veste da Dart Vader per cantare al Teatro Ariston.
Spero davvero che per diventare artista servano anni e anni di studio, di master, di dottorati e di milioni e milioni per l'iscrizione all'albo degli artisti: solo in questo modo potrei infatti desistere dal cercare di percorrere questa strada lastricata di banane.
In ogni caso, il vero oggetto culto della settimana è il robot da cucina taglia-pane, che affetta le tue baguette automaticamente, facendoti risparmiare fatica, tempo e briciole. Questa è la mia definizione di geniale.
Sì, perchè le briciole sono il vero problema del XXI secolo.
Le briciole e gli shampoo+balsamo 2 in 1.

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Mi raccomando.. domani sera ore 21.00 davanti ad un pc.
E grazie a tutti per gli auguri.. di cuore. :)

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