domenica, 14 settembre 2008
wrote by popholic
sabato, 19 luglio 2008
idols, blog-a-licious, so shocking, pure geek, la tivù


wrote by thepinkinside
martedì, 08 luglio 2008

wrote by popholic
venerdì, 06 giugno 2008
Non ho tempo nè voglia nè interesse, quindi cari amici del fantabosco non arrabbiatevi.
Anzi, non dovrei nemmeno essere qui, solo che ho appena scoperto questa splendida invenzione e non potevo esimermi dal farvela conoscere, perchè in fondo io sono una persona magnanima che ama il prossimo, parla agli animali e nel tempo libero lava i piedi ai pellegrini che transitano di fronte a casa mia. Ormai conoscete il mio viscerale amore per le iperboli, e mi rendo conto che molte volte ho esagerato con i termini, ma questa volta, giuro, siamo di fronte alla più importante invenzione dell'essere umano dopo l'Idrolitina e lo spazzolone per il wc.
La tazza automescolante.
No davvero, la tazza automescolante è destinata a sconvolgerci la vita in maniera perentoria, così come all'inizio degli anni '90 fece il Tamagotchi, che tra parentesi io avevo arancione e viola e soprattutto cagava come un caimano.
Non so voi, ma a parte il fatto che io ho sempre trovato noiosissimo mescolare il cucchiaino nella tazza aspettando che le zollette di zucchero facessero il loro corso, la maggior parte delle volte succedeva che il cucchiaino finisse dentro la tazza, e tipo ero costretto a bermi il tè con dentro un pericoloso arnese metallico pronto a scivolarmi nel cavo esofageo. Ecco a voi quindi uno splendido oggetto non solo utile, bello, di gran classe e che fa arredamento, ma che anche potrebbe vincere il premio umanitario per la prevenzione dai soffocamenti da ingestione di cucchiaino.
La tazza automescolante costa circa 18 dollari e la puoi comprare qui.

Vabbè, buon weekend.
wrote by popholic
martedì, 06 maggio 2008
Chissà come sono venuto fuori.
No perchè sono fotogenico come un tafano, quindi c'è poco da esserne contenti.
Praticamente sono andato alla ASL per sbrigare delle commissioni, roba di pannoloni e altre cose per anziani incontinenti, quando salendo in macchina sotto il caldo improprio di quest'oggi ho visto in lontananza una macchina scura che si avvicinava con placida tranquillità. Che non fosse una macchina come tutte le altre lo si capiva da quella specie di tensostruttura che aveva montata sul tettuccio.
Io che sono curioso come una laida scimmia cappuccina ho atteso imperterrito il suo passaggio e.. buon Giove! è la macchina di Google Maps che sta mappando in 3D tutta la città!
Sweet Jeebus! Ma allora mi ha ripreso! Ma allora sarò anche io online nelle pagine di Google Maps 3D, proprio come lo spacciatore di Chicago! Ma la cosa sorprendente e benedetta è che in quel frangente ero troppo preso dall'osservare la macchina di Google per fare quello che di solito mi riesce meglio nella vita, tipo scaccolarmi, grattarmi il sedere, rubare la pensione alle vecchiette! Che miracolo, che giorno di gaudio! Allora forse sì, esiste un destino, esiste un karma, e nel mio caso è sicuramente quello di diventare la nuova stella del web, un pò come il ciccione obeso che cantava Numa Numa Yeh.
Ora quindi non mi resta che aspettare che mettano online tutto l'ambardan e poi digiterò con apprensione e speranza Via Terenghi per vedere il risultato.
Ovviamente aspetto a dirvi il paese perchè prima voglio vedere come sono venuto. Cioè, metti caso che le luci siano state impietose, o che tipo ho una posa da fattone, o che si veda chiaramente che stavo trasportando una confezione da 12 di Tena Lady. Anzi, già che ci sono chiedo direttamente a Google di photoshopparmi un pò, tipo togliermi le rughe, levarmi qualche chilo, abbronzarmi un petit peu, per dire.
Comunque, siccome questo blog non è solo un concentrato di idiozie, ma soprattutto si porpone come una nuova frontiera culturale nel piatto panorama italiano, penso sia anche mio dovere consigliarvi un libro fantastico, che io tra l'altro non ho letto, ma che sono sicuro solleticherà il vostro palato sopraffino.

Come dice il sito che presenta il libro, tutti i genitori finiscono inevitabilmente per traumatizzare i propri figli, ma alcuni di essi necessitano anche di linee guida per farlo in maniera consapevole ed efficace, sia attraverso le stesse tecniche che i tuoi genitori hanno usato con te, oppure tramite un approccio totalmente nuovo e differente.
Con How to traumatize your children potrai determinare la tua "tipologia" di genitore traumatizzante, coltivare il risentimento dei tuoi figli e dare ai tuoi pargoli abbastanza materiale per scrivere un giorno le loro memorie. Sono presenti anche interessanti capitoli dedicati alla genitorialità narcisistica, al genitore come migliore amico, al genitore come uccisore di autostima, alla convenienza nel trascurare i figli.
How to traumatize your children costa solo 10 dollari, e lo puoi acquistare qui.
Buona lettura.
wrote by popholic
martedì, 15 aprile 2008
Il fatto è che non succede niente di rilevante nella mia vita da doverci dedicare un post.
Cioè, nessun nonno con un femore rotto, nessun incidente domestico, nessun vaso in frantumi di cui possa incolpare mio cugino Giacomo, nessuna querela in arrivo. Insomma una vita orribile.
Oltretutto anche le celebrità non fanno nulla di interessante, nessun'ombra di intrattenimento, cioè, non posso andare avanti a parlare di porri, rughe e labbra siliconate, cioè, per chi mi avete preso? E' davvero un periodo noiosissimo, se dovessi vedere un'altra foto di Nicole Kidman incinta potrei darmi alle anfetamine come Ellen Burstyn in Requiem for a dream.
Davvero non succede nulla, ma del resto aprile dolce dormire, marzo pazzerello e su coraggio primo maggio, quindi rimbocchiamoci le coperte e torniamo a letto.
Anche perchè io davvero non capisco tutta questa storia delle elezioni, tutto questo clamore suscitato, e che sarà mai, non avete mai visto un premier? L'unica cosa che ho amato davvero di questa tornata elettorale è il touch screen di Sky TG 24.
Del resto eleggere il capo dello Stato in Italia è un pò come eleggere il rappresentante di Istituto al liceo, con la differenza che da una parte si costruisce il ponte sullo stretto, e dall'altra si installa la macchinetta dei preservativi in bagno. Cioè, francamente chissenefrega, c'è sempre il suicidio.
In ogni caso, penso che acquisterò questi tappi di cera per trasformare le vostre bottiglie di Valpolicella in perfette molotov pronte all'uso.
No, sto solo scherzando, sono semplici candele che creano un'atmosfera stile cantina francese, o anche stile cambusa dei pirati se usate dei Pampero. Ricordate però di svuotare le bottiglie di rhum, a meno che non vogliate trasformare casa vostra in una specie di ground zero.
Costano circa 14euri e li potete acquistare qui.
In alternativa trovo che la sedia a tre posti Storytime Rocking Chair per raccontare le favole ai vostri nipoti/figli/nani da compagnia sia altrettanto esaltante, anche se il tizio seduto con quei tre bimbi portoricani è la mia fisiognomica definizione di pedofilo. Ecco, dopo questa riflessione penso di non volere più la sedia a dondolo, suppongo che a questo punto io debba trovare una nuova collocazione per condividere un pò di tempo con i miei due amici immaginari Ovolollo e Tapioca.
wrote by popholic
martedì, 08 aprile 2008
nonsense, dimmi di me, pure geek, mi familia
Dunque, penso di eleggere questa settimana come la più triste dell'anno.
No, le elezioni non c'entrano, cioè, quello è il meno. Andrò alla mia scuola elementare, seggio 14, e farò la mia crocettina piangendo. Più che altro vado perchè mi piace quando mi vidimano la cartella elettorale, cioè, voglio averli tutti i bollini, che poi chissà, magari quando completo la tessera mi regalano una piastra per capelli o uno scialle di ciniglia. Io voglio far tornare un pò di moda la ciniglia, perchè mi ricorda troppo la Michela che era in classe con me al liceo e tipo indossava solo capi di ciniglia che puzzavano di vecchio e ci rimanevano sopra attaccati i capelli.
Insomma sì, cioè, il mood generale è quello di una diffusa tristezza.
Alcune cose te le senti dentro, come quando non fai la cacca da più di 4 giorni, cioè, ogni movimento del corpo è lì a ricordarti che hai dentro di te 8 pasti (più le colazioni e le merende) da smaltire. Pressapoco qui è la stessa storia, sono cose che percepisci anche senza che sia capitato qualcosa di effettivamente grave o deprimente, cioè a me basta davvero poco, vuoi un clima generale da 28 giorni dopo, vuoi certe pressioni psicologiche, vuoi gli inossidabili sensi di colpa che da buon pesce zodiacale mi attanagliano per qualsiasi evento sia capitato sulla terra dal paleozoico ad oggi.
Mi sento un pò in colpa anche per gli ebrei, la fiamma olimpica, vedi tu.
Tipo oggi avrei voglia di comprare la nuova carta per fare i tatuaggi in casa e pittarmi tutto neanche fossi Amy Winehouse. I fogli stampabili per fare i trasferelli fai-da-te li trovi qui, costano 2.60 pound l'uno, ma ti assicurano ore e ore di divertimento infinito e soprattutto di regressione mentale.
Come quando nelle patatine trovavi le mani appiccicose.
Ora trovi un beyblade, o una carta Yugi-oh, cioè capisci.
Le Winx.

In ogni caso, il mondo continua a girare anche se io sono triste e sogno Charlotte York che parla napoletano come questa notte, e che ci possiamo fare, va avanti così da tipo un trilione di anni, dubito che possa smettere da un momento all'altro.
Sta di fatto che ho intenzione di migliorare me stesso, sì insomma, sento un pò il bisogno di fare uno di quei corsi serali che ti rivelano tipo l'importanza dell'esistenza, che ne so, l'ikebana, o un corso di mandarino per principianti. Però poi ho troppa paura di finire alle 5 di mattina al parco Sempione a salutare l'alba facendo tai-chi insieme ad un gruppo di mentecatti. Oppure potrei darmi al volontariato tipo con i vecchi, però poi mi schifo, io lo so già, preferisco a questo punto mettere cinque euro in busta e spedire tutto alle Orsoline.
Potrei anche adottare un bambino a distanza.
Anzi, una bambina.
Una bambina del Mozambico.
Con 30 euro al mese me la cavo.
Magari ogni tanto le invio in posta prioritaria uno smalto della Pupa, che so che laggiù non hanno i beni di prima necessità. Ecco, forse così riuscirei a sentirmi meglio, a sentirmi più buono, a sentirmi utile.
Però voglio sceglierla io la mia figlia adottiva a distanza.
E voglio darle un nome.
Miss Goldie Azalea, perchè comunque fa etnico ed è giusto rispettare le sue tradizioni.
wrote by popholic
mercoledì, 19 marzo 2008
wrote by popholic
venerdì, 07 marzo 2008
Oggi è venerdì e ieri mi hanno accusato di essere troppo autocelebrativo.
Tralasciando la prima notizia (oggi è venerdi), direi di passare immediatamente alla seconda (essere troppo autocelebrativo). Siccome non voglio assolutamente diventare uno di quei blog autoreferenziali che non fanno altro che parlarsi addosso alimentando polemiche interessantissime inerenti a chi possiede più widget, gadget, bridget, midget sul suo blog.
Punto. Sì, mi piace tanto parlare per subordinate.
E comunque non è autocelebrazione.
E' solo celebrazione.
Se poi io sono all'interno della celebrazione, non è colpa mia.
Oltretutto cosa volete che mi autocelebri io!? cioè, avessi tipo inaugurato il Billionaire ciao, ne avrei ben donde. Io sono solo un povero ragazzo di periferia con il cuore nello stomaco e un gomitolo nell'angolo (qui da sola dentro a un brivido ma perchè lui non c'è), basso grasso calvo ebreo gay negro cassaintegrato.
Quindi capite, c'è poco da essere autocelebrativi.
Sta di fatto che il venerdì è un giorno pregno di avventure. E per avventure intendo che domani mio padre mi preparerà i pizzoccheri, quindi festa grande in casa Filo.
E comunque esistono due cose davvero detestabili a questo mondo.
La prima sono le Crocs, che è rinomatamente considerata la mossa di marketing di più grande successo mai concepita da mente umana, in quanto sono riusciti a farci credere che quegli zoccoli da infermiere fossero apprezzabile e ricercato street style.
La seconda sono le calzettine portacellulare, che francamente sono la cosa più risibile mai inventata dopo i cracker dolci della Pavesi.
Ecco dunque che vi presento le nuove Calzettine Portacellulare della Crocs.
Buon Weekend.
wrote by popholic
martedì, 04 marzo 2008
giù la maschera, pure geek, la tivù
La giornata è strana.
E per strana intendo orribile.
E per orribile intendo che vorrei legarmi ad un blocco di calcestruzzo e gettarmi nel Naviglio Grande.
Lo capisci dal vento, dalle parole della gente, dalla mancanza di alcuni punti fermi, tipo la vecchia che tutti i giorni mi consegna Leggo in mano all'entrata della metropolitana.
Ieri è cominciato X Factor, e devo ammettere che il programma sembra tutto sommato carino, considerando anche il fatto che mi fa apprezzare una persona come Morgan, o una Ventura senza trucco.
Assistere a tutta quella gente che si presenta alle audizioni è un pò come riflettere sulla caducità della vita ma soprattutto sulla solitudine umana. E' proprio vero che c'è tanta gente sola a questo mondo, che affronta tutto con indomito coraggio e anarchia, senza amiche sincere che diano consigli sul look, che possano stirare i capelli con la piastra con frammenti di giada, o anche semplicemente, che invitino la loro amica aspirante popstar a lavarseli i capelli, o non so, a darsi all'ortocultura, invece di provare a diventare la nuova Whitney.
Eppure, come dice mio padre in continuazione, "Caro Fili, nella vita ci vuole coraggio".
E questa è un'altra cosa che mi fa pensare.
Io non sono una persona coraggiosa, ed è per questo che tutto sommato io stimo di cuore la sfigata con il capello unto che va a cantare Alicia Keys davanti alle telecamere. Perchè è con questo atteggiamento che si affrontano le cose, non come faccio io, che resterei tutto il giorno sdraiato sul letto a guardare il soffitto che diventa una superficie marina grazie alla Lampada Room Palette di RelaxStyle (costa $69,00 e la puoi comprare qui), cantando "..ma un giorno anche io se mai potrò.. esplorerò la riva lassù.. fuori dal mar, come vorrei.. vivere là!".
Oggi, più di altri giorni, mi sento murato vivo nelle quattro mura dei miei limiti.
Oggi è una giornata strana, e soprattutto non dovevo cantare la canzone de La Sirenetta perchè so già che adesso andrò in giro chiamando Flounder il mio panettiere e Flotsam e Jetsam i miei colleghi.
wrote by popholic
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