sabato, 22 novembre 2008

wrote by popholic
domenica, 19 ottobre 2008

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mercoledì, 24 settembre 2008

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domenica, 31 agosto 2008


wrote by popholic
lunedì, 25 agosto 2008
Wanted
Tamarro, ipertrofico, gioiosamente ridicolo. La sceneggiatura non esiste, i dialoghi sono telefonatissimi, le soluzioni registiche terribilmente kitsch e le scene d'azione già viste mille volte. Una specie di rigurgito anni '90. Eppure James McAvoy non sbaglia un ruolo ed Angelina Jolie, nonostante la magrezza ed il fisico quasi malato, rimane di un magnetismo folle. Una buffonata, ma il tempo scorre, il ritmo tiene e qualche risata, volontaria o meno, ci scappa.
Da antologia del trash il telaio indemoniato: adoro.
C-
Il Cavaliere Oscuro
Solido, epico, tragico. Quasi perfetto. Il Cavaliere Oscuro è effettivamente il miglior film visto in questo 2008. E' difficile non essere entusiasti davanti ad una pellicola così complessa e dall'architettura implacabile. Merito certo del cast e della sceneggiatura, ma soprattutto di un lavoro di regia di rara potenza. Christopher Nolan confeziona un film che profuma di tragedia greca, che precipita negli inferi per innalzarsi verso vette che tolgono il fiato. Sbrodoloso verso i 3/4, ma è un difetto perdonabile. Bravo Bale, ottimo Ledger (è un tipo di performance che personalmente non amo, ma il talento è indubbio), e grandissimi i comprimari, a partire da un Aaron Eckhart in stato di grazia, fantastico.
Tecnicamente eccellente.
A-
Agente Smart: Casino Totale
Buffo, piacevole, stupidino. Senza pretese, il film diverte grazie ad un cast perfetto: Steve Carell si conferma per quello che è, ovvero uno dei (se non IL) migliori commedianti hollywodiani in circolazione, mentre Anne Hathaway è sorprendente ed irresistibile. The Rock diventa ufficialmente uno dei miei attori preferiti. La commedia, a volte brillante, a volte puro slapstick, fa centro in più di un'occasione, offendo un tipo di intrattenimento non certo intelligente ma almeno appetitoso. Famigeratamente carino.
C+
Le Cronache di Narnia: Il Principe Caspian
Tronfio, fascistoide, reazionario. Il nuovo capitolo delle Cronache di Narnia è un abominio di decente fattura. Se il primo episodio mi aveva lasciato del tutto indifferente, questa seconda avventura supera i limiti della tollerabilità: induce sonno e rabbia, come una brutta puntata di Derrick. Completamente privo non solo di stile, ma perfino di capacità narrativa: il peggiore dei difetti per un film con un target di bimbi e ragazzini. Lasciando perdere l'ideologia che sta dietro alla pellicola, fa sempre un certo effetto vedere dei 14enni che sgozzano e decapitano "i cattivi" con tale nonchalance. Ottimi gli effetti speciali, ma non bastano a salvare un progetto che sembra abortito: derivativo, imbalsamato, mortifero.
E
Non mi scaricare - Forgetting Sarah Marshall
Innocuo, tenero, lieve. Il nuovo progetto della crew di 40 anni vergine, Superbad e Molto incinta, torna con un film un pò inutile e dimenticabile, ma pur sempre piacevole e divertente. Meno solido delle precedenti commedie (e anche meno esilarante), risulta nonostante tutto delicato e buffo, con qualche battuta che fa colpo e altre che invece vanno a vuoto. Personaggi non particolarmente carismatici, ma con cui è facile identificarsi, e una Mila Kunis semplicemente spettacolare. Belle musiche, belle location, comicità random, e una tenerezza di fondo che non lascia indifferenti.
C
wrote by popholic
sabato, 31 maggio 2008

wrote by popholic
lunedì, 26 maggio 2008
Prima di parlare del film, devo per forza dire due cose.
Sono due i film che mi hanno fatto amare il cinema in maniera così viscerale. E no, non elencherò nessuna pellicola di Jodorowsky o di Bunuel, perchè francamente, chiunque dica di aver amato il cinema guardando Antonioni o Godard o registi di questo tipo, beh, è semplicemente un gran bugiardo (o una persona davvero disturbata).
Io ho capito che il cinema fosse arte guardando proprio I predatori dell'arca perduta.
Ho avuto i brividi ascoltando John Williams, ho tremato davanti agli inseguimenti, alla nuova idea di montaggio, allo spettacolo assoluto che Spielberg mi ha regalato. Quindi per me, personalmente, questo quarto episodio è qualcosa di più di un semplice film, è come un ritorno alle origini, è come la riscoperta dei motivi che mi hanno portato ad essere ciò che sono.
La seconda cosa riguarda le recensioni: se c'è una cosa che odio è distruggere un film. Ma soprattutto distruggere l'idea, le aspettative, il clamore e l'attesa di vedere un film: chi ama davvero il cinema si nutre di queste cose, si nutre dell'attesa, della coda alla biglietteria, delle luci che si spengono prima della proiezione, del silenzio. E siccome Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo è uno dei film con una base di fan più ampia in assoluto, invito chiunque non l'abbia visto a non leggere questa recensione.
Detto questo, cominciamo.
Indiana Jones 4 è un film spaccato a metà. Anzi, la spaccatura arriva verso i 3/4 del film.
Prima dei venti minuti finali infatti, il film è assolutamente adorabile. E' caciarone, giocattoloso, divertente, pieno di battute spiritose, pieno di effetti visivi funzionali, inseguimenti clamorosi (strepitoso l'inseguimento nella foresta amazzonica: 10 minuti di meraviglia), momenti talmente over the top come solo Indiana e Co. possono permettersi.
La trama è poca cosa sinceramente: c'è poca storia, i comunisti al posto dei nazisti, i russi al posto dei tedeschi, la guerra fredda al posto della seconda guerra mondiale. Niente di esaltante, il soggetto è sicuramente inferiore a quello dei tre capitoli precedenti (forse al pari con il Tempio maledetto). Ma del resto, non si va a vedere Indiana Jones per essere istruiti, nè per apprendere, nè per essere coinvolti dal plot: si guarda Indiana Jones per cavalcare l'avventura. Punto.
E la prima ora e mezza è vera avventura: il prologo con la bomba atomica, l'apparizione di Shia LaBeouf e l'inseguimento in città, la straordinaria parentesi amazzonica. Gli effetti visivi sono splendidi e divertenti, le battute sono sempre al posto giusto, qualche lungaggine di troppo.
Quello che funziona poco sono sinceramente i personaggi di contorno: Karen Allen è piuttosto superflua, cioè, è carino rivederla in scena ed sfido chiunque a non trovarla adorabile, è solo che la sua è una parte davvero superficiale, una specie di macchietta che non ha vera ragione. Così anche per Shia LaBeouf SPOILER che poi scopriremo essere il figlio di Indiana Jones, e probabile prosecutore del franchise di Indiana Jones FINE SPOILER, e soprattutto per il villain di Cate Blanchett, personaggio già di per sè piuttosto sciocchino, ma ucciso letteralmente dal doppiaggio italiano.
Harrison Ford, grazie ai filtri sull'obiettivo e ad un lavoro sull'immagine che sarà costato quanto un'ora e mezza di effetti speciali, è un vero fico, e per vero fico intendo che me lo farei. Non ero particolarmente propenso a far resuscitare questa icona cinematografica, perchè vedere un eroe invecchiato è una delle cose più tristi in assoluto. Con il senno di poi, posso dire che ancora ha qualche carta da giocare questo vecchietto.
Insomma, la prima ora e mezza è spettacolo, è quello spettacolo che mi aspettavo.
Veniamo poi al cataclisma, gli ultimi venti minuti.
Io so che Spielberg ha dei problemi con i finali: Salvate il soldato Ryan, AI, La Guerra dei Mondi, The Terminal.. Spielberg sembra incapace a dirigere dei the end, sbrodola, sbrodola come un labrador affamato. E qui uguale, la fine di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo è quasi atroce. Dove volesse andare a parare, io l'avevo capito già dopo mezzora di film: iniziano a suonare i miei campanelli d'allarme, e ahimè, ho fatto centro. Ma non sono un genio neh, se conoscete Spielberg, sapete benissimo quale sia uno dei suoi punti deboli.
Ed è un vero peccato. Troppo uso di CGI, che per un prodotto come Indiana Jones è una vera bestemmia, troppa inverosimiglianza non gustificata, troppo insensatezza, buchi di sceneggiatura, un delirio audio-visivo che non ha giustificazioni. Nel tentativo di non deludere i fans hanno pompato il film oltre la sua capienza: e per questo, senza alcun controllo, il film deborda.
E distruggere i venti minuti finali di una pellicola significa far dimenticare quanto di bello c'era nella prima ora e mezza.
E la bella, luminosa fotografia del fedele Janusz Kaminski non fa nulla, non può nulla contro l'ego esagitato di un regista che ha dimenticato come fare un bel film artigianale.
C+

wrote by popholic
lunedì, 12 maggio 2008

wrote by popholic
domenica, 04 maggio 2008
reviews, dimmi di me, mi familia
Avrei voluto scrivere la recensione de L'altra donna del re, ma francamente non ho voglia. Cioè, è domenica sera e l'ultima cosa a cui penso è scrivere a proposito di un film che non sfigurerebbe nel ciclo Donne al bivio - Dossier di Rete4 (comunque a chi interessa, C-).
Comunque il weekend in famiglia passato a raccogliere le mele in campagna è andato benissimo, a parte il fatto che non è stagione di mele ma solo di bacarozzi che si precipitano a pioggia sulla tua testa ad ogni folata di vento. Ma gli insetti sono solo dettagli, perchè in verità io amo la campagna come Amy Winehouse ama il crack.
Il fatto è che io ho un ideale di vita molto amish: fosse per me passerei il tempo ad arare i campi, piantare la cicoria, fingere di vivere nel 1860, ciulare con i parenti, e mettere sulla forca gli extracomunitari.
Penso che non esista al mondo uno stile di vita più bello, sano e gratificante.
In ogni caso il ritorno alla vita cittadina è stato abbastanza traumatico, e per traumatico intendo che oggi domenica 4 maggio mi sono svegliato con la febbre, l'herpes, il cagotto, il mal di gola, praticamente mi manca solo l'alluce valgo e poi potrei benissimo andare a dondolarmi sul campanile di Notre Dame lamentandomi di quanto per noi sgorbi è dura la vita.
A domani.
wrote by popholic
domenica, 20 aprile 2008

wrote by popholic
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