Mi è stato detto che oggi è il
blog action day, ma siccome non ho la minima idea di cosa sia e non sono certo uno che aderisce a queste cose, ho in maniera sovrana deciso che parlerò del mio weekend, che è un argomento così interessante che al confronto i reportage di Tony Capuozzo sono le pagine centrali di
Topolino.
Come potete aver capito leggendo gli ultimi due interventi, io sono davvero un animalista.
No seriamente, a me piacciono gli animali, soprattutto quando sono chiusi in gabbie o sono commestibili o fanno arredamento. Ecco perchè sabato sono andato
all'Acquario di Genova.
L'
Acquario di Genova è un posto molto divertente e molto moderno, perchè dimostra come l'uomo sia la razza superiore tra tutti gli animali.
I pesci effettivamente sono animali molto stupidi, forse gli esseri viventi più stupidi dopo i commessi di
Footlocker, che infatti rappresentano una specie di stadio intermedio tra l'uomo di Neanderthal e l'Homo Sapiens Sapiens.
Ma la cosa che aspettavo più di ogni altra singola attrazione dell'Acquario era senza dubbio la foresta dei colibrì: cioè, diciamo che sono andato fino a Genova solo per vedere la foresta di colibrì.
Perchè io, che alla fine sono stupido come una spigola in umido, mi ero fatto dei film in testa che non potete capire. Cioè, erano tipo giorni e giorni che invece di lavorare navigavo nel sito dell'
Acquario di Genova per leggere ogni singola informazione sulla foresta di colibrì.
Nelle mie fantasie, m'immaginavo l'entrata come una specie di Armadio di Narnia, attraverso cui fare un passo, abbandonare Genova ed entrare in una vera e propria giungla caraibica fitta e umida, con fiori carnivori grandi come zucche dai colori sgargianti, con le liane che pendono dal soffito, fasci di luce che a fatica penetrano nella vegetazione verde scuro, farfalle enormi colorate ed un incessante rumore di grilli e lucciole romantiche che creano l'atmosfera tipo laguna blu con Brooke Shields.
E in tutto questo, un tripudio di uccelli minuscoli verde, turchese, oro, argento e mirra che svolazzano impazziti e ti si poggiano sulle mani e ti portano in volo per la foresta danzando come fatine in mezzo alla giungla tropicale piena di banane in fiore e opossum salterini che ti aiutano a ritrovare la strada verso l'uscita quando ti senti perso.

Con mio sommo disappunto, la foresta di colibrì era invece una specie di camera iperbarica 4 metri per 3 grande come il mio bagno con dentro una specie di tronchetto per la felicità e due uccellini che secondo me erano due passerotti in fase terminale di coccidiosi dipinti di verde con una protesi al becco.
Mi veniva quasi da piangere.
Cioè, dove sono le lucciole? dov'è il sottofondo di grilli che crea l'atmosfera? ma soprattutto..dov'è la foresta inestricabile con le pantere in agguato e gli indios che lanciano i dardi avvelenati? Mancava la sterpaglia che roteava come in un film western e ciao, potevano chiamarlo Deserto dei Gobi. Sarebbe stato molto più adatto.
Gli uccellini però so' tanto carucci e tanto piccini (come gli uccellini di Lady Lovely che io amavo più della mia vita quando avevo tipo 5 anni).. anche se volano a delle velocità supersoniche che c'è da aver paura a distrarsi un attimo.
I miei desideri di diventare un esploratore amazzonico per fortuna sono stati esauditi con la
Biosfera di Renzo Piano, che fa tanto figo dire il nome dell'architetto. Praticamente una specie di palla enorme accanto all'Acquario che riproduce più o meno fedelmente il clima e l'ambiente tipo-pseudo-all'incirca tropicale. Appena entriamo in sta bolla, quella specie di Alberto Angela all'entrata ci fa: "
Ciao ragazzi..li sapete trovare gli animali?". Io ovviamente non so dare una risposta ad una domanda così stupida, quindi bofonchio un: "
mhbuò sì beh no vabbè". E lui: "
Qui gli animali sono tutti liberi allo stato brado..attenti che vi guardano ma voi non vedete loro..trovateli".
Alla parola
liberi io vado immediatamente
in bellura, come direbbe il mio amico Rached che sabato ha detto che il mio blog non lo fa ridere e questa cosa un pò ha ferito il mio orgoglio e quindi direi che potrei staccargli l'amicizia.
Comunque, partiamo alla caccia delle bestie.. farfalle.. tantissime farfalle colorate..che anche loro..cioè, perchè non mi si posano sulla testa e sulle mani e non mi mostrano la via? Cioè, in Biancaneve facevano così, e io credo più a Biancaneve che al National Geographic.
Poi uccelli..uccelli enormi..uccelli colorati..uccelli dal piumaggio idiota.. (queste frasi servono solo a richiamare i pervertiti che usano google per trovare i siti porno..così almeno il mio counter sale e ne guadagno in autostima).. e poi basta.
Quindi torno da Alberto (Angela) e mostro un lieve disappunto perchè io voglio le bestie, cioè, gli uccelli li vedo anche sui platani di Cusano Milanino, mica devo andare fino a Genova.
E lui mi dice che no, il posto è pieno di camaleonti, iguane, tartarughe.. Quindi ripartiamo con la caccia, solo che ben presto capisco che non ho un futuro come bracconiere (che è un pò la mia terza scelta di lavoro futuro dopo l'inturgidacapezzoli vips e rastrellatore di giardini zen): io l'unico posto dove riesco a trovare gli animali è su RaiTre dalla Sveva Sagramola.
Alla fine Alberto Angela ci mostra tutto il bestiame.. ecco, è chiaro che non riuscivamo a vederlo: io gli accostamenti tono su tono proprio non li sopporto. Cioè Dio, mi rivolgo a te: perchè non hai fatto i camaleonti color fucsia e le iguane color ceruleo? Un pò di vita santo cielo, Versace ci ha fatto su una collezione intera con i colori evidenziatore!